Pipistrelli per il controllo della mosca dell’olivo

La mosca dell’olivo, Bractrocera oleae, è uno dei fitofagi di più difficile gestione nella difesa dell’olivo ed è distribuita in tutte le aree del Bacino del Mediterraneo, in Sud Africa e anche in California. Estati calde e umide favoriscono gli attacchi che apportano danni diretti sul frutto sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo.

Come riporta L’Informatore Agrario nel numero 30 del 2015, la novità che si inserisce nel panorama delle soluzioni biologiche a disposizione degli agricoltori riguarda i pipistrelli. A livello internazionale sono state condotte prove che hanno messo in luce che diverse specie di chirotteri si nutrono di fitofagi dannosi su specie d’interesse agrario, ed in particolare di ditteri. Nella fattispecie nel 2011 la rivista Science pubblicava un articolo (Boyles et al., 2011) in cui è stato stimato a 22,9 miliardi di dollari l’anno il valore dei pipistrelli nella difesa dell’agricoltura del Nord America.

Ricerche condotte da Beck, 1995 e da Vaughan nel 1997, rilevano che gli oliveti sono “aree di foraggiamento per diverse specie di pipistrelli che si nutrono di ditteri, anche diurni, predati direttamente sulle piante”. I pipistrelli hanno una dieta molto varia e sono in grado di adattarsi alle disponibilità degli ambienti in cui vivono. Per questo, se negli oliveti prevalgono adulti di mosca dell’olivo, queste diventeranno preda dei chirotteri presenti.

In Francia sono state condotte prove dal Centre technique interprofessionelle des fruits et legumes sia su frutteti che su oliveti, dove sono stati raccolti e analizzati 24 campioni di feci prelevati sotto rifugi artificiali denominati “bat box”. Il campionamento è stato compiuto tra settembre e ottobre, durante il periodo di volo della mosca. L’analisi delle feci ha evidenziato resti di adulti di mosca delle olive da parte di Pipistrellus kuhlii (in foto).

Queste ricerche hanno confermato che Bractrocera oleae rientra nella dieta di alcune specie di chirotteri, che solo ulteriori studi permetteranno di identificare con esattezza. Quel che è certo è che i pipistrelli potranno essere molto utili nel contenimento delle popolazioni di fitofagi dannosi su specie frutticole. L’applicazione di “bat box” potrebbe permettere in un futuro prossimo di ridurre, nella difesa di alcuni lepidotteri e di alcuni ditteri, l’impatto della chimica.

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