“Food For Health”, a Firenze presentazione di inizio lavori del Manifesto per un’alimentazione sana

18 maggio 2018

 Hilal Elver, Commissario Speciale delle Nazioni Unite ha denunciato la tossicità dell’attuale sistema di produzione industriale: “E’ cruciale un vero e proprio accesso ai procedimenti in base ai quali le decisioni vengono prese a livello istituzionale. Tutti gli studi e le analisi sono forse legati in qualche modo agli interessi delle multinazionali o sono realmente indipendenti? E’ un mito che l’utilizzo di agrotossici, un mercato del valore di circa 50 miliardi di dollari/anno e in crescita, sia necessario per sfamare la popolazione mondiale”.

Un concetto ribadito da Nadia El-Hage, già Divisione Clima e Ambiente della FAO: “Abbiamo bisogno di un approccio ecologico al cibo e all’alimentazione. Dobbiamo promuovere la consapevolezza dei danni che causa l’uso della chimica nell’agricoltura”. Anche Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa, membro del Comitato Scientifico di ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente, ha parlato dei danni causati a cittadini e ambiente: “Il problema dei pesticidi è un problema di salute pubblica. In pericolo sono soprattutto i bambini. Assistiamo ad un aumento dei casi di tumori infantili che, secondo un’indagine dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), sono passati da 124 casi per milione di bambini fra 0 e 14 anni nel 1980 a 140 casi nel 2010 a livello globale. I livelli di sicurezza relativi ai pesticidi si sono dimostrati totalmente inaffidabili, mentre si calcola un danno economico di 194 miliardi Euro/anno solo in Europa. E’ ormai provato come un’agricoltura che rispetti e collabori con la natura sia la miglior forma di produzione alimentare, sia dal punto di vista del cibo ottenuto, sia delle ripercussioni sull’ambiente. E proprio per questo è fondamentale che l’agricoltura biologica diventi l’unica forma di produzione alimentare”. Riguardo il problema della presenza dei pesticidi nel nostro cibo e della necessità di maggiori garanzie per la salute nella nostra dieta ha parlato Renata Alleva, specialista in scienza dell’alimentazione, dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, Università di Bologna, membro del Comitato Scientifico di ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente: “Numerosi studi ci hanno dimostrato come il cibo contaminato ci espone e ci mette a rischio di sviluppare diverse patologie. E’ importante dunque promuovere il consumo di cibo biologico, che in ogni caso contiene meno pesticidi e, come alcuni studi hanno dimostrato, è più ricco in polifenoli e antiossidanti, in media dal 20 al 60%. Se cominciamo a chiedere del cibo pulito, e da subito, possiamo essere molto forti, e raggiungere i nostri obiettivi, perché siamo molti di più delle multinazionali che avvelenano il nostro cibo”. Uno degli obiettivi del manifesto sarà quello di estendere la consapevolezza dei danni alla salute umana che causa l’uso delle sostanze chimiche di sintesi in agricoltura. Come ha evidenziato Sergio Bernasconi, Professore di Pediatria nell’Università di Parma: “Le conoscenze sugli interferenti endocrini devono uscire dalle accademie e dagli ambiti specializzati. Il modello attuale di produzione alimentare ci costringe a nutrirci con cibo pericoloso per la nostra salute”. Un altro importante aspetto è stato analizzato da Mira Shiva, Medico, Direttrice di Initiative for Health and Equity in Society – India: “L’uso indiscriminato degli antibiotici, negli animali destinati al consumo umano, causa maggiore resistenza ai medicinali delle malattie che affliggono le persone. C’è un conflitto d’interessi a diversi livelli. Dobbiamo superare l’idea che il cibo sia una merce e i cittadini dei semplici consumatori”.