Se ti costruisci il tuo cibo potrai solo essere un uomo fiero e libero, perché imparerai a non avere padroni e ti costruirai con la tua gente il tuo paesaggio umano.

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I noccioleti di Cascina Langa e Tenuta Serrapini si estendono intorno alle due cascine a circa 700 mt di altezza tra i comuni di Trezzo Tinella, Mango e Castino. in questi luoghi affascinanti e senza tempo trovano zona fertile le colline “cru” della coltivazione delle nocciole, gli spazi sono ancora percorribili a piedi e ad oggi si vedono chiare le strade della memoria contadina.

Dal 1999 la famiglia Viglione cura e cresce i noccioleti, il piccolo orto e le erbe aromatiche. tutta la tenuta da allora è rigorosamente biologica e seguita dell’ente certificatore ICEA (I2097), questo per dare la sicurezza all’ospite che acquista o che ci viene a trovare che tutta la filiera, dalla terra all’alimentazione della pianta fino al laboratorio sia certa, naturale e rispettosa delle norme imposte dal made in italy e dalle normative internazionali.

Nel paese votato all’uva si possono trovare anche altre storie d’amore con prodotti meno mondani. Si dice che quassù, nelle Langhe Orientali, non ci sia mai stata ricchezza, ma molto coraggio. In Cascina Langa viviamo in un luogo di Resistenza e di dovere, impegno e memoria.
Siamo un gruppo che è diventato Gente, che si è trovato suo malgrado a resistere e lottare per dare nuova vita ad un settore in disuso, a noi stessi e a quei prodotti che necessitano delle nostre cure, che necessitano della nostra presenza e attenzione.

Noi raccogliamo questa sfida e portiamo avanti la nostra personale resistenza, cerchiamo rispetto riconsegnandolo al territorio che ci ospita senza rincorrere la certezza del raccolto, senza imporre una forzata produttività. Tentiamo semplicemente di comunicare con la terra come una qualunque vicina di casa, a cui prestiamo cibo che ci verrà poi restituito, stabiliamo buoni rapporti con il vicinato: questo per noi è il biologico, il buon vivere e convivere degli elementi. Si rispetta, di ogni prodotto, il ritmo della crescita e della cottura, il tempo necessario per ogni fase, il luogo e soprattutto lo spazio in cui cresce la pianta e si cerca di far convivere con essa persino i rifiuti organici, rimettendo in circolo il mondo intero. Così facendo riportiamo il prodotto nella sua semplicità ad essere opera d’arte, centro della memoria storica del luogo e contemporaneamente ricerca per nuove tradizioni.

Si attenderanno quindi le stagioni per assaporare i loro frutti e si cercherà nella tradizione la vera umiltà e umanità dell’ingrediente, che vuole mantenere la sua natura ed il suo buon gusto. Crediamo sia una questione di attenzione ai gusti persi da qualche parte nella memoria, perché la capacità dell’organico non sta solo nello scovare un nuovo talento del sapore, ma nel far emergere il suo temperamento. Dobbiamo ringraziare chi ha fatto cadere nel totale oblio i veri gusti, questo ci ha dato la gioia di riscoprire i tradizionali sapori. Insomma senza guerra non c’è pace. Dei sensi.
Il cibo, come lo intendiamo noi, ci dà conforto quando ci riporta alla terra da dove siamo partiti. Noi siamo qui a ricordare la sapienza di ogni antica azione contadina, collaborando con le facce rugose di questa campagna, senza abbandonare le nostre vecchie abitudini alla ricerca di buone novità.
Ritorniamo qui, alla Langa, forse senza esserci troppo allontanati, con un pensiero fisso ogni volta che assaggiamo le nostre nocciole: le abbiamo nutrite noi, le abbiamo curate, guarite, cresciute, immaginate grandi e poi affidate a chi le porterà dentro di sé, in un percorso infinito di scambio di energie vitali.